Eppure, eccetto in caso di bambini molto piccoli che durante un litigio potrebbero farsi male, evitare di intervenire nelle discussioni tra fratelli potrebbe essere una buona idea.
Inoltre andrebbe considerato che i genitori non possono mai essere effettivamente sicuri che stanno risolvendo il conflitto in modo equo: anche se vedono Andrea colpire Luca, potrebbero non sapere che Andrea sta rispondendo a Luca che lo ha pizzicato qualche attimo prima, quando i genitori non stavano guardando.
Per questo motivo, risolvere i loro conflitti al posto dei bambini, offrendo una facile soluzione e punendo il presunto responsabile del conflitto, potrebbe non essere un modo efficace per insegnare loro a non discutere.
Chiaramente questo tipo di comportamento dovrebbe essere spiegato nei momenti di pace, per esempio invitando i bambini ad esprimere i loro sentimenti verbalmente (“Mi arrabbio quando mi togli la palla mentre ci sto giocando io”) piuttosto che con le azioni quando entrano in disaccordo.
E ricorrendo inoltre all’aiuto del “Time-out” in caso di necessità.
Nell’età compresa tra 3 e 12 anni, infatti, chiamare una “pausa” quando i bambini discutono in modo vivace, è una tattica molto efficace. Manda i due litiganti in due stanze diverse per 5 minuti: questa temporanea sospensione, non verrà vissuta come una punizione ma un momento noioso in cui non succede assolutamente nulla.
Prima di provare questo nuovo metodo, però, siediti e spiegalo ai tuoi figli. Ad esempio, dì ai bambini: "La prossima volta che litigherete per i vostri giocattoli, proveremo qualcosa di nuovo. Si chiama time-out. Quando dirò “time-out” significa che dovete andare in due stanze separate dove rimanere per cinque minuti. Vi chiamerò io quando sarà trascorso il giusto tempo”.
Lo scopo del time-out è fermare il comportamento indesiderato, dare ai bambini il tempo di smaltire la rabbia, di pensare al loro comportamento e di rendersi conto che la mamma e il papà non gli permetteranno di continuare.
Inoltre, questa tecnica inoltre “salva” i genitori dal cercare di decidere chi ha iniziato il litigio: per questo motivo, chiamare un time-out può alleviare la tensione nella relazione genitore-figlio.